HappY Easter - Ruggero Le Piane DesigneR  


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Italia prima meta Ue del wedding tourism 


L’Italia è la meta europea preferita per i matrimoni internazionali, il cosiddetto wedding tourism, ed è la seconda a livello mondiale, superata soltanto da ‘Tropici e Hawaii’ e seguita da Francia, Grecia e India. Sono i dati dell’Osservatorio sul Wedding Internazionale, presentati a Ravello. Ed è un business milionario. Secondo la ricerca, in Italia il giro d’affari nel 2014 era di oltre 350 milioni di euro (con oltre 6.200 matrimoni con un costo medio di 50mila euro) e nel 2015 ha superato i 400 milioni, un dato in costante ascesa, superiore di quasi il 50% a quello rilevato due anni prima. La scelta del Belpaese come meta del fatidico giorno del ‘sì’ è legato al mix di buon cibo, buon vino, arte, cultura e panorami. Nel 75% dei casi, chi viene in vacanza in Italia decide di organizzarvi il proprio matrimonio. La permanenza media nell’ambito dei matrimoni internazionali è stata di 3,5 giorni e il 90% delle coppie ha poi approfittato per proseguire la luna di miele in Italia.

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Wine Academy, l’Italia fa scuola in Cina 


Il target è il cliente finale cinese, che va “accompagnato” alla scoperta dei vini italiani e delle loro unicità, seminando oggi per raccogliere domani in termini commerciali. Per attrarlo e fare formazione, Business Strategies ha investito in un progetto innovativo che debutta il prossimo 2 aprile a Shanghai: si tratta di Taste Italy Wine Academy, prima wine school per privati con patrocinio Ismea e con ulteriori partnership in via di definizione.

L’annuncio ufficiale sarà dato il 29 febbraio al Chinese Wine Summit di Shanghai da Silvana Ballotta, CEO di Business Strategies, con Jancis Robinson, giornalista e critica britannica che sta scommettendo sul vino made in Italy come autentico protagonista della scena internazionale. L’impatto dei corsi, modulati in sei ore di lezione durante il fine settimana, è stato superiore alle attese.

La scuola avrà come unica sede il quartiere di Xintiandi, scelto proprio per la sua impostazione occidentale e per la diffusione che ha avuto, negli ultimi anni, il vino europeo in quella zona, partendo naturalmente dalle etichette francesi rispetto alle quali i nostri vini hanno accumulato molto ritardo. La scelta, comunque, è di guardare avanti puntando sulle unicità dell’Italian wine, partendo da grandi vini rossi e prodotti autoctoni. Per quanto riguarda la comunicazione, Business Strategies ha avviato un media planning su quotidiani, come Shanghai Morning Post, e on line con una piattaforma su WeChat.

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Perché le donne non amano gli smartwatch? 


Gli smartwatch attraggono poco il pubblico femminile. Negli Stati Uniti il 71% dei possessori di smartwatch sono uomini e, secondo un articolo pubblicato dal newsblog Racked, le motivazioni sono legate principalmente al design. Portare al polso un device unisex respingerebbe le papabili acquirenti abituate a indossare orologi dalle dimensioni più minute, in colori e materiali pensati appositamente per il pubblico femminile. Su questo fronte la versione rose gold dell’Apple Watch rappresenta un primo tentativo di avvicinamento ai requisiti tradizionali, così come il modello realizzato in pertnership con Hermès. Recentemente il marchio cinese Huawei ha presentato al CES alcuni modelli di smartwatch impreziositi da cinturini in pelle bianca e cristalli Swarovski.
La stessa ricerca condotta da NPD dimostra che le donne non rifiutano a priori i device tecnologici, il 54% dei possessori di bracciali elettronici per il fitness sono donne. Sembra che la ritrosia nei confronti degli smartwatch derivi dalle molteplici funzioni che offre confondendo le acquirenti, solitamente abituate a device dalle funzioni specifiche. Fatta eccezione per Apple gli altri produttori di smartwatch non sarebbero in grado di comunicare un’identità di brand che intrighi le acquirenti coma accade invece per la moda. Mancherebbe un immaginario di valori in cui immedesimarsi a prescindere dall’oggetto in sé.

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Merry Christmas 2015 - Ruggero Le Piane Design 


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