Facebook inspira vídeo sobre Câncer 
Iska Digital critica o fato de a data ter sido esquecida por muitos em decorrência da comemoração aos 10 anos do Facebook



Celebrando os seus 10 anos de existência, o Facebook lançou a ferramenta Look Back. Esse “presente ao usuário” permite que o usuário da rede reveja seus momentos mais marcantes desde a inscrição do perfil.

Mas essa mesma data, 4 de fevereiro, também marcava o Dia Mundial do Câncer. Assim, a agência Iska Digital criou uma versão especial do Look Back do Facebook em homenagem ao dia, mas com um tom de crítica. Segundo a agência, os 10 anos do Facebook são um marco mundial, mas não tão importante, visto que muitas pessoas não chegam aos 10 anos de vida e muitas lutas a favor da vida não duram 10 meses.

Confira o vídeo que faz uma analogia às atitudes na rede social:



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Quando pubblicare un post su Facebook: non è alle ore 15 


Hai preparato il tuo contenuto strategico da pubblicare su facebook con tanto di foto accattivamente e magari anche un link di approfondimento. Pensi che coinvolgerà tanti fan portando benifici ma: a che ora pubblicare il post?

Ebbene si. Ecco il dramma di ogni social media “coso”! Puoi creare il contenuto più bello del mondo ma se verrà pubblicato in un orario sbagliato molto probabilmente raggiungerà pochi fan.
Ho letto diversi articoli al riguardo. Gli americani consigliano di pubblicare i contenuti alle 3pm e il mercoledì è il giorno più “caldo”. Si, in America!

Per una fan page che ho gestito per l’intero mese di agosto l’ora più “calda” era alle 14 (post con foto emozionante) e alle ore 21-23 (post testuale di max 2 frasi del tipo: buonanotte, ringraziamenti, sorprese). Il giorno? Martedì e Mercoledì.
Il brand è stagionale (periodo estivo) ed era inutile pubblicare alle ore 11 del mattino o alle 18 dato che i clienti si trovavano presso la struttura fisica. Conoscere il target e le loro abitudini è fondamentale!

E’ quasi scontato non pubblicare dalle 24 alle 8.
Lascia perdere quindi le infografiche soprattutto americane ma affidati al dato che ci offre il nuovo insights di facebook: “quando i tuoi fan sono online”. Potrai quindi scoprire quando pubblicare, il giorno e il tipo di post! Fantastico vero?
Come detto prima, un alto livello di engagement per il mio brand era anche alle ore 23. No, non programmavo il post o non potevo gestire in tempo reale le conversazioni e fare CRM.

In base alle mie esperienze sono giunto a una conclusione: non ci sono orari o giorni di riposo quando si lavora sui social. Se il target è più attivo di sera o nei week-end si è costretti a programmare tutto, riducendo però il tasso di engagement e CRM.

Non dimenticarti di un altro fattore. Più di un terzo dei tuoi fan usano facebook via mobile. Interagiscono con te quando sono sul treno durante il viaggio di andata e ritorno dall’ufficio, di sera subito dopo cena sul divano o a letto, nei giorni festivi e tempo libero.
In definitiva. A che ora pubblicare su Facebook? Dipende da diversi fattori come il target (e loro abitudini), categoria brand (se ha una struttura fisica dove il cliente trascorre molto tempo), stagionalità (inverno/estate) ecc. Testa e analizza gli insights della tua fan page.

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Marketing su Foursquare, cinque strategie per il proprio marchio o azienda  


Unite e superate la dicotomia tra mondo reale e virtuale non è solo la trama del film Matrix di Lana e Andy Wachowski, ma è quel che Foursquare permette con un semplice smartphone in strada tutti i giorni. Questo social network di geolocalizzazione, infatti, fornisce una mappa sempre aggiornata dei luoghi intorno e un'ampio parterre di offerte e promozioni da riscattare attraverso la segnalazione della propria posizione. La piattaforma è adatta sia per chi ha una piccola bottega, una catena nazionale o un marchio, in quanto fornisce loro gli strumenti per interagire con clienti e fan attraverso precise attività di marketing geolocalizzato. Quali sono le azioni di marketing che un'azienda può fare quindi su Foursquare?

Essenzialmente cinque sono le strategie che possono essere intraprese:

- Creare un concorso a punti: i premi vengono conquistati in base alle azioni degli utenti, generalmente sotto un profilo quantitativo. Es. di Starbucks: un caffè gratis dopo un check-in in cinque filiali diverse;
- Punti fedeltà: dopo un numero di check-in viene creata una graduatoria, la cui leadership è detenuta da chi ha compiuto più check-in in un luogo. A costui sono destinati particolari favori, sconti parziali o totali o pubblicazione del profilo in un luogo pubblico;
- Testimonial: sfruttare la notorietà di un personaggio per un ritorno di immagine elevato. I Maroon 5 hanno un profilo su Foursquare e attraverso i loro check-in fanno sapere ai propri fan i luoghi preferiti;
- Gioco nel gioco: creare un gioco come una caccia al tesoro coinvolgendo diversi esercizi commerciali lungo il tracciato del percorso. Es. Vinitaly.
- Promozione di eventi: all'Heineken Jamming Festival sono stati creati degli spot con i relativi loghi delle aziende che vi hanno preso parte.


Come si intuisce sono tutte azioni di marketing riprese dal mondo dell’offline e riproposte sul mondo online. La differenza di fondo sta nelle conversazioni e nel tracciamento. Il passaparola online nei casi virali può raggiungere qualsiasi utente connesso alla rete anche se non ha fruito direttamente della promozione. Tuttavia, non si può negare, sono realmente pochi i casi di successo che travalicano i confini locali o nazionali. In un tale contesto, non dimentico mai di ricordarlo, l’azienda deve essere disponibile ad ascoltare queste conversazioni, a parteciparvi e a cogliere questi check-in volontari degli individui come opportunità di business, offrendo contenuti di qualità e gestendo al meglio eventuali crisi.

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I rudimenti del personal branding: la foto di Linkedin 


So benissimo che non ci si dovrebbe mai fermare alle apparenze, ma purtroppo sono loro a dettare legge quando uno è distratto e ha fretta di valutare qualcuno che potrebbe diventare un dipendente, partner commerciale, fornitore o semplicemente un consulente.

Ho circa 400 professionisti collegati su Linkedin e ogni volta mi stupisco dell’unica immagine consentita a corredo del profilo, alcuni di esse sono veramente incredibili: c’è chi posta la foto vestito da crociato (immagino sia stata fatta ad una rievocazione storica), chi la foto del cane o gatto di famiglia. Chi la foto del figlio, oppure lui da bambino sporco di cioccolata, alcuni monumenti storici e simboli di partito; oppure simboli contro la caccia, per la pace, contro la guerra, per la legalizzazione delle droghe leggere e altre amenità inqualificabili.
Non servono particolari sforzi artistici, si tratta di una foto sola che vi ritrae in primo piano, magari in giacca e cravatta (per gli uomini), mentre le donne hanno qualche libertà in più e mi raccomando senza gli occhiali da sole. Nella foto dovrete apparire sorridenti ma non troppo e trasmettere sicurezza e simpatia (per quanto è possibile).

Alcune eccezioni sono consentite: chi fa un lavoro creativo, oppure basa il suo personal branding su un’immagine particolare già riconosciuta in altre piattaforme o blog può riproporla in modo da essere subito riconoscibile.
Alcuni non mettono la foto, se siete preoccupati per la vostra privacy allora il web non fa per voi.

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Il video che vi farà cancellare da Facebook 


Non c'è prova migliore della mole di dati che vengono conservati sulle piattaforme social di questo video

Cosa pensereste se un individuo vi raccontasse tutto della vostra vita? Gli esperti lo dicono da anni: i social network sono pericolosi se usati nel "profondo". Inserire dati troppo personali, non solo nella biografia ma anche in un semplice post, può rappresentare un modo per collezionare tante informazioni che possono ricostruire il puzzle della vita di ognuno.

Social network, questo (s)conosciuto
In tempi come questi, in cui si vive ogni giorno la paura di essere monitorati dalla NSA, torna alla memoria un video pubblicato lo scorso ottobre su YouTube, ad opera di un'agenzia pubblicitaria belga. Nel video si selezionano alcuni passanti da far entrare in una tenda con un fantomatico "mago". Questa persona riesce a raccontare dettagli personali di ognuno, apparentemente senza alcun aiuto. Numeri di carte di credito, nomi di animali, migliori amici e datore di lavoro, persino l'ammontare dello scoperto su conti bancari.



La tua vita in un click

Tutte le informazioni sembrano vagare nella mente del santone per arrivare agli ignari passanti. Eppure c'è un segreto. E' tutto sul web, Facebook e social network online. Le persone raccontano tutto, troppo sulla propria vita, lasciando che il mondo lo sappia. Se non serve a cancellarsi da Facebook poco ci manca.

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