E-democracy: l’avanguardia della transpolitica 
Qual è l’impatto della politica sui social network? Nascono le utenze sovversive in una politica tutta nuova che supera se stessa divenendo transpolitica.



I social network rappresentano la soluzione all’esigenza di un contatto più invasivo con gli utenti del web; i partiti politici entrano in un mondo di relazioni e continue interazioni. Con Twitter, la parola, o meglio lo slogan acquista massima importanza. Su Facebook viene dato sfogo ad una comunicazione più articolata, con una quantità maggiore di contenuti.

Così facendo i partiti politici ripropongono una specie di elettorato potenziale dei social network composto dai propri fan. Esiste però uno sviluppo che per molti versi può essere considerato sovversivo. Nasce uno scontro che oppone le notizie non ufficiali, fatte girare per il web, alle fonti ufficiali. Si tratta di una lotta tra grassroot e mainstream: con la prima si intende il flusso di contenuti mediatici informale e talvolta non autorizzato, e con la seconda, il flusso di contenuti diretto da una prospettiva commerciale, ovvero l’azione della politica. La lotta tra le due fazioni nasce nel momento in cui il popolo dei fan, non sazio dei contenuti trasmessi attraverso gli altri media, si è trasferito su internet per condividere informazioni all’interno di una comunità di appassionati e per arricchire con idee proprie i progetti nati dalle grandi compagnie.

Osservando ciò dal punto di vista della politica, l’azione sul web degli altri schieramenti rappresenta la preoccupazione minore. Sono proprio gli utenti della rete i critici più duri e più attenti alle menzogne e alle gaffe, nonché i più ingegnosi ideatori di campagne screditanti. Per una pagina creata da un politico o partito, ne nascono svariate create da utenti non autorizzati. Pullulano le pagine non ufficiali che raccolgono materiali che non si desidera divulgare, che portano ad effetti indesiderati e controproducenti. Le nuove opere d’arte del web rientrano nei fenomeni dello spoling e del polbusting. Nel primo caso si intende la ricerca di quelle notizie non ancora uscite nei media tradizionali. Nel frangente del polbusting (da politic busting, manomettere la politica) si osserva la fruizione dei messaggi mediali originali e la successiva manipolazione. Il materiale propagandistico viene preso, esaminato, decontestualizzato e reinserito in un contesto differente. Se per il politico la frammentazione e dispersione della propria identità su internet può rappresentare un duro colpo all’immagine, per l’utente della rete questa partecipazione è un’azione che ha rilevanza politica; tenere sotto controllo il web non è cosa semplice, figuriamoci un esercito di utenti poco politically correct.

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Planeta Terra agora também na Argentina 
Festival, agora com a T4F, dá prosseguimento aos planos de internacionalização



Os organizadores do festival Planeta Terra farão uma edição para o público argentino, uma semana após a edição brasileira do evento, marcada para 9 de novembro no Campo de Marte, em São Paulo.

A notícia, divulgada nesta quinta-feira, 29, demonstra empenho do Terra em internacionalizar a atração. O plano começou ano passado, quando foram anunciadas as edições em Lima (Peru) e em Bogotá (Colômbia). Além de atingir mais mercados na América Latina, o objetivo é chegar até mesmo ao público hispânico dos Estados Unidos.

No festival que acontece no Brasil pela sétima vez as últimas atrações foram anunciadas recentemente: a banda escocesa Travis e o brasileiro Hatchets. Eles se juntaram a um time que tem nomes como Lana Del Rey, The Roots, Blur, Beck e Palma Violets. O terceiro e último lote de ingressos está sendo comercializado nos canais de venda da Ticket For Fun (T4F).

As seis primeiras edições do festival no País haviam sido organizadas pela B/Ferraz. Este ano foi anunciado contrato de quatro anos com a T4F, período ao longo do qual essa internacionalização será levada a cabo.

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Quando il marketing prevede i bisogni del consumatore: un caffè per uno sbadiglio 


Siete in aeroporto. Avete affrontato un viaggio di diverse ore e il vostro prossimo volo parte solo un paio d’ore più tardi. Lo stress e il jet-lag si fanno sentire, così a correre in aiuto è un produttore di caffè olandese, Douwe Egberts, che ha fatto installare in un aeroporto di Johannesburg (Sudafrica) uno speciale distributore di caffè, privo di pulsanti, riportante solo il marchio del produttore.

Nel video che segue vedrete diversi passeggeri avvcinarsi al distributore e rimanere interdetti data l’assenza di comandi. Alcuni di loro, ancora sofferenti della stanchezza, si lasciano scappare degli sbadigli. Ed ecco che il distributore parte: un bicchiere di carta viene riempito con un buon caffè caldo per ricaricare le batterie del passeggero stremato.

Tutto questo è possibile grazie all’avanzatissimo software di cui è stata dotata la macchina. Si tratta di un programma di riconoscimento facciale in grado di distinguere quando una persona sta sbadigliando. Il distributore fa parte della campagna “Bye bye red eye”, in italiano “addio occhi rossi”, ovvio riferimento all’arrossamento dovuto alla stanchezza. Come si legge a inizio video, da alcuni studi è emerso che molti decidono di acquistare il caffè Douwe Egberts dopo averlo provato e per questo il distributore è stato installato proprio dove può essercene più bisogno, per far provare il brand alla potenziale clientela.

L’idea è senza dubbio geniale: donando un caffè ai bisognosi, il brand crea un particolare feeling con la clientela, che si sentirà coccolata e, addirittura, soccorsa nel momento del bisogno. Con queste associazioni positive legate al marchio è molto più probabile che l’acquirente sceglierà proprio quel caffè piuttosto che un altro. È questo tipo di affezione che rende un brand (e le sue campagne) un vero successo. Punto di forza della campagna è la “viralità”: il video viene condiviso perché “divertente” e intanto fa conoscere su scala mondiale il marchio, sfruttando l’effetto di risonanza che solo i social, come Facebook, Twitter e Google+, possono dare.

Non ci resta che sperare nell’installazione di distributori simili anche nei nostri posti di lavoro e nelle nostre stazioni. Chi disdegnerebbe mai un bel caffè fumante nel momento di vera necessità?



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Sheik e Adidas contra a homofobia 


Atleta do Corinthians que causou polêmica nessa semana vai usar uma chuteira personalizada no jogo contra o Vasco, no domingo 25

Ele gosta de causar polêmicas mas, dessa vez, por uma causa justa: Emerson Sheik, atacante do Corinthians, pede o fim do preconceito contra homossexuais. Após causar desentendimentos com os torcedores do timão, o jogador encomendou uma chuteira especial para a partida contra o Vasco, que acontece neste domingo, 25, no Estádio Mané Garrincha, em Brasília.

A chuteira personalizada pela Adidas traz duas mensagens, que foram solicitadas pelo próprio jogador: “Fora preconceito” e “Gentileza”.

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Our Night apresenta linha 2014 da Harley Davidson 
Ao som de Come Together, executada pelos irlandeses do The Strypes, marca mostra que é capaz de se modernizar sem perder as raízes



Comemorando 110 anos de atividades, a Harley Davidson resolveu investir em algumas mudanças na sua linha touring 2014, chamada de Projeto Rushmore.

As novidades chegam por todos os lados: novo motor, design e tecnologia que inclui um sistema multimídia com rádio, GPS e bluetooth com tela touchscreen e até reconhecimento de voz.

Para divulgar o lançamento, a VSA Partners criou Our Night, um filme que à primeira vista é bastante simples, mas tem uma história interessante por trás.

Sob o tema United by Independents, a VSA resolveu contar com pessoas que realmente amam a marca para criar um filme que mostrasse seu espírito, que apesar de estar dando um grande passo rumo a modernidade, continua valorizando suas raízes.

Isso se traduz, por exemplo, nos motociclistas que aparecem no filme, todos eles verdadeiros “riders”. Aliás, fãs e funcionários da marca aparecem em uma montagem no final, em fotos captadas em redes sociais.

Mas um dos grandes destaques de Our Night, que retrata um passeio noturno prestes a ser interrompido é claro, por um chefe, é a trilha sonora.

Diversas bandas foram convidadas para mostrar sua interpretação de Come Together, dos Beatles, mas quem acabou levando foi a irlandesa The Strypes, que mandou muito bem neste cover.



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